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Chi Siamo
Carlo Fèola e Rossella Righetti che redigono questo sito, sono da molti anni impegnati nel giornalismo e nella divulgazione turistica, attraverso articoli, reportage per riviste di viaggi, trasmissioni radiofoniche, libri e guide. In questa sede prospet-tano alcune delle loro esperienze e condividono informazioni e commenti su eventi e proposte di attualità. . Carlo Fèola . Il primo pezzo - meno di 20 righe - l’ho pubblicato sul Piccolo di Trieste che avevo 14 anni e facevo il Boy Scout. Da quel momento in poi ho firmato centinaia di Tazebao, organi semi-ufficiali di club, circoli e associazioni di cui facevo parte. In effetti però la mia carriera è cominciata a Radio Trieste, facendo il cavallo. Nel senso che presentatomi non ancora diciottenne agli uffici dell’emittente per proporre il testo di uno sceneggiato, non fui cacciato a pedate nel sedere ma invitato in uno studio di registrazione a fare il rumorista: con due mezzi gusci di noce di cocco dovevo riprodurre lo scalpitio del cavallo di Calamity Jane. Quel che si dice cominciare dalla gavetta. . La radio l’ho poi fatta davvero alla RAI di Milano, di Torino e di Roma prima di essere cooptato da un cacciatore di teste della BBC per la redazione del Servizio Italiano. Dopo quattro anni (responsabile fra l’altro del rotocalco radiofonico "Ponte di Londra" - settimanale di cronache e curiosità britanniche, oltre che corrispondente per La Notte di Milano e Il Piccolo di Trieste) ho lasciato Londra, ma solo per modo di dire, perché la BBC mi aveva affidato il ruolo di corrispondente (finché è sopravvissuta la Sezione Italiana) e perché un altro cacciatore di teste mi aveva proposto l’incarico di Capo Ufficio Stampa in Italia (e poi per il Mediterraneo) della British Airways. . Londra - città che amo moltissimo - rimase quindi una specie di seconda residenza. Su di essa ho scritto anche un libro, una guida a dire il vero, pubblicata la prima volta nel 1989, che pluririveduta e pluricorretta è ancora oggi in libreria (Londra – Ulysse-Moizzi – 384 pagg. € 18 – www.ulyssenetwork.it). Nel frattempo, per non perdere l’abitudine allo scrivere e al radiofonare, collaboravo a Tuttoturismo e Turismo d’Affari con le rubriche «Confidenziale» e «Quasi Confidenziale», alla RAI con mie proprie trasmissioni quali «Cose di Questo Mondo», «Valigia e Passaporto» e «Una Cartolina per Partire» e collaboravo alla mitica trasmissione giornalistica «Voci dal Mondo». . Da alcuni anni sono a Milano dove, per non perdere l’abitudine di essere fra i migliori, sono approdato fra i collaboratori del Corriere della Sera (inizialmente con il progetto del «Corriere Travel» e ora come estensore della rubrica Via&Vai e occasionalmente di «stili di vita» su «Corriere Economia»), dei mensili di turismo DOVE e IN VIAGGIO, e dei mensili di nicchia «Il Mondo della Birra» e «Locali Top». . . Rossella Righetti . Da grande volevo fare l’inviato. Forse sedotta da qualche film, già mi vedevo con block notes e reflex sui fronti caldi del mondo. Non ci sono riuscita, ma da reporter di viaggi qualche scarica di adrenalina doc me la sono presa lo stesso. In Rhodesia (nel 1976 lo Zimbabwe si chiamava ancora così) c’era la guerriglia. A vedere le Cascate Vittoria si andava sotto scorta armata e di notte, nella foresta appena fuori l’hotel, risuonavano gli spari. Nella valle dello Zangskar, in Himalaya, scarpinando con un trekking di Beppe Tenti nel 1977, rimasi a lungo sola in mezzo alle montagne e cominciai a immedesimarmi nel “ pastore errante per l’Asia” di leopardiana memoria. In Zaire, nel 1986, spedita a scrivere un reportage sui gorilla di montagna per l’uscita del film su Diane Fossey, mi trovai vis-a-vis con Rugabo, il silverback, il capo branco di una famiglia di primati: un’emozione da togliere il fiato. E, ancora, alle isole Vanuatu, in barca a vela, in balia per oltre trenta ore di mare forza 7. Ma in quell’occasione ero con Carlo Fèola. Mentre mugugnavo: “che maniera idiota di morire”, mi esortava con filosofia partenopea: “Puoi farci qualcosa? No. E allora rilassati!”. E ci riuscii, mentre doppiavamo posti dai nomi tranqullizzanti come la “punta del diavolo”, il “cimitero delle navi” e altre amenità, fra le onde di un Pacifico infuriato……
Gli inizi della carriera però non erano stati così avventurosi: il mio primo articolo lo scrissi per un giornale di categoria. Argomento: i Motofurgoncini Empolini. Non era un reportage di viaggi, ma si trattava pur sempre di un mezzo di trasporto: forse era un segno del destino. Seguirono anni monotoni in un paio di case editrici prima del grande salto nel 1974 all’“Europeo”, cui rimasi legata come responsabile del settore viaggi fino al 1995, anno in cui la storica testata fu chiusa. Nel frattempo collaboravo con un’infinità di altre riviste, soprattutto con Weekend & Viaggi (quello glorioso, degli Anni Ottanta/Novanta) per cui ho realizzato svariati reportage completi di testo e immagini, e che considero, assieme all’Europeo, l’esperienza professionale più bella. Ma ci sono stati Tuttoturismo e Meridiani, Playboy e Gente Money, Anna e Marie Claire, Elle e Gulliver, Capital e Geodes, Gente Viaggi e Qui Touring, In Viaggio e Carnet, fino a Donna Moderna, al Mondo delle Birra (sempre con reportage di viaggi in angolazione birraia) e alla rivista di viaggi e stili di vita Dove, cui collaboro tuttora.
Giornalista, scrittrice, fotoreporter? Sono incerta come definirmi, anche se la qualifica che preferisco è “travelwriter” visto che sono l’autrice di numerose Guide sulle isole (Caraibi, Pacifico, Oceano Indiano Capo Verde- edite da Ulysse-Moizzi: www.ulyssenetwork.it), la co-autrice del libro «Le isole dell’Eden», pubblicato da Feltrinelli e dedicato al Pacifico, la coordinatrice del volume “10x10 Mare” (TCI), nonché autrice di gran parte dei testi dedicati alle isole siciliane per le guide realizzate dal Corriere della Sera in joint-venture con la rivista Dove. Isole e mare, soprattutto, perché vagabondando nei cinque continenti, ho finito per innamorarmi delle briciole di terra che le circondano, le isole appunto, diventando un’isolana d’animo e di cuore.
Potrei anche aggiungere che fra le tante attività, negli anni Novanta, sono stata anche «broadcaster» con la trasmissione di RAI Uno che porta lo stesso nome di questo sito: «Sportello Viaggi», anch’esso “inventato” dal pirotecnico Carlo Fèola.